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Non chiamatelo Influencer. Roberto Malizia è un Fashion Consultan seguito da più di 50mila followers. Da cosa potete riconoscerlo? Dal suo stile e dai sui tatuaggi: più di 200 su tutto il corpo, senza esclusione di testa e faccia. Per TheCornerZine ci ha voluto raccontare come è iniziata la sua carriera e i suoi viaggi.

**Hai uno stile davvero unico. Se dovessi definirlo con solo tre aggettivi? **

Lo potrei definire rude, transitional e dinamico.

Roberto Malizia

Non chiamatelo Influencer. Roberto Malizia è un Fashion Consultan seguito da più di 50mila followers. Da cosa potete riconoscerlo? Dal suo stile e dai sui tatuaggi: più di 200 su tutto il corpo, senza esclusione di testa e faccia. Per TheCornerZine ci ha voluto raccontare come è iniziata la sua carriera e i suoi viaggi.

**Hai uno stile davvero unico. Se dovessi definirlo con solo tre aggettivi? **

Lo potrei definire rude, transitional e dinamico.

Roberto Malizia

Una volta tatuato il 60% del corpo alla faccia ci arrivi prima o poi. Io vivo di moda e solo nella moda posso lavorare e fortunatamente è uno dei pochi campi senza pregiudizi.

Qual è il capo e l’accessorio che non possono mancare nel tuo guardaroba?

Il capo è un abito su misura a tre pezzi nero alla John Wick mentre gli accessori invece sarebbero i miei anelli e gli occhiali da sole

Sei un editor, influencer, modello, stylist e content creator, ma qual’è la professione che più ti senti adatta a te? Fin da piccolo sognavi questo mondo?

Al momento la professione di editor mi piace. Non mi sono mai definito influencer, è una parola che non sopporto. Quando collaboro con un brand, lo aiuto a creare un content digitale usando come mezzo la mia figura, la mia piattaforma e soprattutto il mio gusto. E’ un dare-avere. La parola “influencer” è stata rovinata da troppi ragazzi il cui obiettivo era ricevere capi gratis. La moda anche se in fasi diverse è sempre stata dentro di me, ma non avendola mai studiata non ho mai avuto un dream job è successo tutto per caso e troppo in fretta.

Ci racconti un po’ gli inizi della tua carriera e i tuoi studi?

Appena finito il liceo, a vent’anni, sono scappato come una lepre in Australia. In Italia stavo male, non riuscivo a esprimermi. Ho iniziato a lavorare come lavapiatti per imparare l’inglese e dopo un paio d’anni finalmente sono riuscito ad iniziare a lavorare per un centro commerciale come commesso. Mi sono dato da fare per imparare più in fretta possibile. Lo stacco di livello l’ho avuto con instagram dopo qualche anno, iniziando ad attirare l’attenzione e notorietà.

Ci racconti la tua giornata tipo? Se hai una giornata tipo...

Sei mesi fa ho lasciato l’Australia con mia moglie e abbiamo iniziato a viaggiare non stop per trovare la nostra nuova base. Nel mentre ho continuato a lavorare per Icon e con i social. Quindi ti direi una mia giornata tipo non esiste, sono tutte diverse.

Quanti tatuaggi hai? Qual’è quello a cui sei più affezionato? Hai un episodio o un aneddoto divertente riguardo a uno di essi?

Ne ho circa 200! Ho scritto made in Roma sulle nocche come simbolo di fierezza da dove provengo, consapevole del fatto che in italia non ci avrei più vissuto. il mio tatuatore è napoletano e parla 5 lingue, ma non sa scrivere nessuna di esse molto bene. Per questo motivo ho diversi errori sulla mia pelle ma è meglio non menzionarli!!!

Sempre parlando di tatuaggi, per tante persone decidere di arrivare a tatuarsi la faccia e la testa è un passo impegnativo. Tu come ci sei arrivato? Perché hai deciso proprio quella parte del corpo?

Una volta tatuato il 60% del corpo alla faccia ci arrivi prima o poi. Io vivo di moda e solo nella moda posso lavorare e fortunatamente è uno dei pochi campi senza pregiudizi. Non mi sono mai posto domande esistenziali a proposito, e’ successo tutto in maniera naturale

Ti sei mai pentito di un tatuaggio che ti sei fatto?

Mai

Da Roma a l’Australia, viaggiando per le Fashion Week di tutto il mondo. Qual è la città dove stai veramente bene e dove ci torni più volentieri?

Sicuramente Londra anche se il tempo non è proprio dei migliori! Mi sono trasferito poco tempo fa, essendo meteoropatico, spero di non diventare matto!

Da un recente sondaggio il 75% dei giovani (in Italia principalmente) sogna di diventare un influencer. Tu oggi sei uno dei maggiori influencer in termini di stile maschile. Qual è il consiglio maggiore che puoi dare a un giovane che si vuole cimentare nella tua stessa carriera?

Oggi il mercato è saturo. Devi veramente essere creativo se vuoi uscire fuori dalla massa. Il mio consiglio? Studiate, documentatevi, trovate il vostro stile e perfezionatelo a modo vostro. Create qualcosa che valga la pena guardare e leggere

Tra i tuoi vari impegni sei anche street style editor di un importante magazine maschile. C’è un influencer o un editor di cui apprezzi particolarmente il suo stile? Hai tu un’icona di stile?

Il giorno più bello della mia carriera è stato quando ho avuto il piacere di intervistare Nick Wooster per Icon. Non ci potevo credere che era 20 centimetri di distanza da me e stavamo bevendo un caffè insieme.

Quale tendenza consiglieresti per la prossima FW1920 ai lettori di TheCorner.com?

Lo stile vintage è sempre la scelta ideale! Pantalone a vita alta e con le pince, cintura in suede con dettagli argentati e infine calzino bianco e loafer!!

Qual è il tuo rapporto coi social? Hai mai avuto modo di scontrarti con dei cyberbulli o di ricevere delle critiche sui tuoi post? Che consiglio puoi dare ai giovani che si scontrano quotidianamente con queste brutte realtà?

A dire la verità non ho mai avuto haters, ma il consiglio che posso dare è di rispondere con una risata. C’è tanta cattiveria in giro, ma la cattiveria va combattuta con energie positive e leggerezza. I cyber bulli non hanno niente da fare, è tutta noia repressa.

Progetti per il futuro?

Stabilirmi a Londra ed affermarmi in territorio europeo