Spedizione Gratuita su tutti gli ordini

Cantautore e attore italo-georgiano, Luca Chikovani ha coraggio e ambizione da vendere. Nato nel 1994, ha così tanto da raccontare, da progettare e da insegnare che non basterebbero una sola canzone o un solo film. Noi ci abbiamo provato con un’intervista e lui non ci ha per niente delusi!

“Bisogna vivere a pieno le esperienze per essere sempre pronti a tutto.” Le idee chiare le ha. Il coraggio di esprimerle, pure. Anche se a volte gli è costato caro. Ma Luca Chikovani, 25 anni, youtuber e cantautore già noto e attore emergente, ha già imparato tanto e tanto può insegnare a tutti noi. Con una passione per sonorità e stile british (David Bowie sopra ogni cosa), un legame indissolubile con il suo paese natale, la Georgia, e un debole per Roberto Benigni, si sta preparando alla grande Hollywood. Ma conosciamo meglio questo artista che spopola su Youtube e al Festival di Cannes.

Luca Chikovani

Cantautore e attore italo-georgiano, Luca Chikovani ha coraggio e ambizione da vendere. Nato nel 1994, ha così tanto da raccontare, da progettare e da insegnare che non basterebbero una sola canzone o un solo film. Noi ci abbiamo provato con un’intervista e lui non ci ha per niente delusi!

“Bisogna vivere a pieno le esperienze per essere sempre pronti a tutto.” Le idee chiare le ha. Il coraggio di esprimerle, pure. Anche se a volte gli è costato caro. Ma Luca Chikovani, 25 anni, youtuber e cantautore già noto e attore emergente, ha già imparato tanto e tanto può insegnare a tutti noi. Con una passione per sonorità e stile british (David Bowie sopra ogni cosa), un legame indissolubile con il suo paese natale, la Georgia, e un debole per Roberto Benigni, si sta preparando alla grande Hollywood. Ma conosciamo meglio questo artista che spopola su Youtube e al Festival di Cannes.

Luca Chikovani

Io sono una persona che ama le persone, amo condividere con loro la mia energia e la mia felicità e non c’è cosa più bella di sapere che con un semplice gesto puoi cambiare la giornata di quelle persone. Per me nessuno dei miei fan sarà mai un semplice numero.

Luca, per merito delle cover dei brani di Justin Bieber, Ed Sheeran, Shawn Mendes e altri, sei diventato uno youtuber molto seguito. Tale successo ti ha permesso di ottenere un contratto discografico e di pubblicare il tuo primo album. Ma procediamo per gradi. Come e quando ti sei avvicinato alla musica?

Ho iniziato ad approcciarmi alla musica sin da quando ero piccolo, io sono nato in Georgia (nel Caucaso) e lì la musica fa parte della cultura del popolo. Tutti ballano, tutti cantano e suonano. Quando avevo circa 14/15 anni ho trovato su YouTube dei video cover di Justin Bieber, Conor Maynard e altri e mi sono detto "Perché non ci provo anche io?”. Dovete immaginare che prima dell’avvento di YouTube era difficilissimo farsi notare e trovare un pubblico. È stato grazie a quella piattaforma che ho potuto iniziare. Giravo vari video nella mia cameretta per poi condividerli su YouTube. Col tempo ho iniziato a ricevere sempre più visualizzazioni.

In qualità di aspirante cantante hai tentato un percorso che, per quanto difficile, è diventato oggi una pratica abbastanza consueta fra i ragazzi della tua generazione. Hai aperto un canale Youtube per condividere idee ed esperienze e comunicare la tua musica, senza filtri e senza imposizioni, ma anche con la probabile controindicazione di rimanere inascoltato. Perché hai preso questa decisione?

Appunto, come ti dicevo, YouTube è stata la prima piattaforma a fare da vetrina per le persone che volevano dire qualcosa, che volevano mostrare il loro talento o cercare una possibilità diversa da quella dei media già presenti. Ovviamente questo percorso comporta l’esposizione ad un pubblico sempre più vasto e di conseguenza anche alle cattiverie delle persone. Diciamo che, quando ero più piccolo, ho ricevuto molti commenti poco facili da digerire. Secondo me per una persona che non regge emotivamente potrebbe essere pericoloso. Per fortuna sono sempre stato convinto della mia strada e del mio sogno e quindi ho sempre cercato di fare poco caso a questi commenti. Col passare degli anni ho cercato sempre di mostrare la mia professionalità e con questo sono diminuiti sempre di più i commenti negativi.

Ipotizziamo un altro scenario papabile per chi vuole fare della musica il proprio lavoro: il talent show televisivo. Qual è la tua opinione a riguardo?

Per quanto riguarda i talent penso siano una ottima rampa di lancio, un altro mezzo per farsi conoscere. È ovviamente un mezzo molto più veloce, quasi istantaneo, ma proprio per questo credo che possa fregare gli artisti. Molte volte quando un artista raggiunge la fama attraverso i talent, la ottiene in pochissimo tempo. Questo fa sì che da un lato l’artista fatichi a riconoscere il grosso lavoro che c’è dietro alla costruzione di un successo, dall’altro continui senza paura di sbagliare. Abbiamo sentito di tantissimi cantanti che dopo qualche talent sono scomparsi, questo perché vengono abituati a fare affidamento su altre persone e non a costruirsi tutto da soli. Io rimango sempre dell'idea che bisogna spaccarsi in due e vivere l'esperienza dal punto zero, senza contare troppo sugli altri. Perché non ci sarà mai nessuno che tenga al tuo sogno quanto te. Sì, ammetto di essere un po’ drastico (ride, ndr). Penso però che bisogna vivere a pieno le esperienze per essere sempre pronti a tutto.

Nel 2016 hai debuttato con l’album “Start”, un progetto musicale cantautorale con brani scritti solo in lingua inglese. Puoi spiegarne la ragione?

Sì, nel 2016 è uscito il mio primo album con la Universal Music e nessuno di noi si aspettava un risultato così positivo. Abbiamo raggiunto la terza posizione degli album più venduti in Italia secondo la classifica Fimi. Sembrava impossibile perché non abbiamo avuto tanto supporto dalle radio italiane proprio perché le canzoni erano in inglese. Ho sempre ascoltato la musica in inglese e il mio orecchio si è abituato a sentire e dopo a creare musiche e testi con sonorità inglesi. Ma la ragione principale di questa mia scelta è sempre stata la volontà riuscire a creare una carriera internazionale. Ho sempre sognato di viaggiare il mondo con la mia musica. In Italia appena parli di una cosa del genere cercano di tapparti le ali e di demoralizzarti, ma credo che sia arrivato il momento di buttare giù questo muro di paure che abbiamo a riguardo del mercato internazionale. Bisogna rischiare, bisogna lanciarsi o sarai sempre simile e allo stesso livello degli altri.

Durante l’instore tour per la promozione dell’album o anche in occasione di altri “Meet & Greets”, puoi conoscere da vicinissimo i tuoi fan, i loro nomi e il loro aspetto. Com’è interagire con persone che sono solite vederti solo attraverso uno schermo?

Penso che la parte degli instore sia una delle più belle nel mio lavoro, dopo i concerti! Per me ogni persona che mi supporta è importante davvero. Senza i miei fan non sarei mai riuscito ad arrivare da nessuna parte, quindi devo veramente tutto a loro. Quando ero piccolo sono stato anche io un fan di alcuni artisti e conosco la loro emozione e quanto tutto ciò sia importante per loro. Molte volte gli artisti si scordano di tutto ciò e li considerano solamente come numeri. Per me nessuno di loro sarà mai un semplice numero. Io sono una persona che ama le persone, amo condividere con loro la mia energia e la mia felicità e non c’è cosa più bella di sapere che con un semplice gesto puoi cambiare la giornata di quelle persone. Per l'album ho fatto un tour di quasi un mese per tutta l'Italia toccando tre città al giorno con altrettanti “meet and greets” ogni giorno, ai quali partecipavano circa 200-300 persone ogni volta. Eppure tutto ciò non mi ha mai reso stanco neanche per un secondo. Anzi ricordo ancora che il mio manager era sempre distrutto dalla stanchezza, mentre per me sembrava fossero passati solo pochi minuti (ride, ndr).

Nel 2018 sei stato l’attore-rivelazione della pellicola Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher. Se la musica è il tuo primo grande amore, come definiresti la recitazione?

Ci sono capitato veramente per caso, ho avuto la grandissima fortuna che Alice stesse guardando Mtv mentre era in rotazione il mio video musicale. Dopo pochi giorni mi ha contattato dicendo che aveva visto tutti i miei video su YouTube e che mi voleva al casting per il suo film. È tutto successo per caso, io neanche stavo realizzando per cosa stessi andando a fare il provino e alla fine sono stato preso per il ruolo del Marchese Tancredi. Penso sia stata una delle esperienze che mi rimarrà più impressa, non per il successo che ha avuto o per l'esperienza di vincere il festival di Cannes, ma per come ha cambiato la mia visione del mondo. Ho portato il film in tanti paesi nel mondo, con dibattiti e conferenze, e questo mi ha permesso di rivalutare la mia visione sul messaggio che il film voleva comunicare. Mentre prima avevo gli stessi sogni e interessi tipici della società in cui viviamo, dopo aver parlato tante volte di questo film ho capito quanto la nostra società si stia sgretolando, basandosi solo valori economici e consumistici. Ci troviamo dentro a una società materialista che inganna le persone facendo credere che la nostra felicità dipenda da oggetti, macchine e beni che in realtà non ci rendono realmente felici, ma solo momentaneamente. Ho così cambiato completamente visione sulla mia vita e sui miei obbiettivi: ora sogno di poter riuscire a diventare un grande cantante e attore per poi aiutare i bambini talentuosi che hanno bisogno di supporto economico. Vorrei tanto creare delle borse di studio in Georgia e investire sulla cultura e la gioventù. Spero vivamente di riuscire ad aiutare, perché questo in realtà ci rende felici, l’essere buoni.

Nel film interpreti Tancredi, uno dei due protagonisti. Tu che familiarizzi con vlog fai-da-te o videoclip musicali, contenitori all’interno dei quali non fai altro che mostrare te stesso, quali sensazioni hai provato nel rivederti proiettato sul grande schermo, mentre interpreti un personaggio che non sei tu?

È stato veramente difficile, e ancora più difficile è stato il fatto di abituarmi a farmi dirigere da qualcun altro. Sono sempre stato una testa calda, sempre convinto delle mie idee e dei miei comportamenti, e questo mi ha portato a incontrare alcune difficoltà nel lavoro di squadra. Per fortuna ci sto lavorando ormai da tempo e credo di essere migliorato. Grazie a YouTube impari a posizionare le luci, registrare l'audio, girare il video da solo già immaginando i vari tagli di montaggio per i tempi comici e le musiche da inserire in sottofondo. Tutto il montaggio video è un lavoro solitario e di previsione, completamente opposto al lavoro dell'attore, quando devi solo pensare a recitare. Agli inizi ho avuto problemi con Alice perché mi “autodirigevo” e non mi fidavo degli altri. Ho dovuto vivere queste esperienza per capire e alla fine mi sono sentito davvero completo e rilassato nel vedere che ognuno aveva un ruolo preciso mentre io potevo concentrarmi sul mio. Per quanto riguarda il fatto di rivedermi sul grande schermo... beh la prima volta è stato un incubo (ride, ndr). Abbiamo visto per la prima volta il film direttamente al festival di Cannes, quindi potete immaginarvi come mi sono sentito, sono sprofondato nella poltrona…

Lazzaro felice ha fatto parte della selezione in concorso al festival di Cannes 2018. Per un esordiente immagino che il momento del red carpet sia stato il più temuto. Puoi descrivere quell’episodio?

Non saprei definire l'emozione provata, all'inizio avevo paura di sentirmi fuori luogo perché ho sempre ricoperto il ruolo di cantante e invece lì stavo per partecipare ad uno dei film festival più importanti al mondo, puoi immaginare il terrore. Per fortuna ero con gli altri attori ed eravamo come una grande famiglia, in realtà tutti stavano morendo di paura (ride, ndr). Ma ci siamo supportati a vicenda! Sul red carpet ho potuto conoscere attori internazionali che mai avrei immaginato di conoscere, e abbiamo ricevuto complimenti da tutti loro, ancora ricordo quando Benicio Del Toro si è complimentato per l'interpretazione... surreale. E poi ho passato una giornata intera con Roberto Benigni perché sua moglie Nicoletta Braschi è mia madre nel film. Per me è stato incredibile conoscere Roberto. Dovete sapere che in Georgia lui è una legenda, tutti lo amano, ma soprattutto mia nonna amava lui e Nicoletta. Purtroppo mi ha lasciato qualche anno fa e non immaginate quando mi si spezzi il cuore pensando che non sono riuscito a dirle che suo nipote ha recitato in un film con Nicoletta, avrei tanto voluto che lei potesse vedere questo.

La trasversalità fra cinema e musica è da sempre un terreno molto fertile. Tantissimi cantanti hanno ricoperto ruoli di primo piano in uno, o più raramente, più film. Contemplando la tua versatilità e persino la tua immagine, come ti vedresti sulle orme di un Jared Leto nostrano? Pensi che in Italia sia possibile costruire una carriera lungo questo duplice binario?

Mi piace molto Jared Leto, anche se devo dirti che però ho sempre amato la trasversalità di David Bowie, ho preso molto spunto dal suo stile in questi ultimi anni perché ho sempre sentito un legame con lui. So che può sembrare folle ma sin da quando lo vedevo da piccolo era come se lo conoscessi da tempo. Credo che nell'arte bisogna spaziare, ci sono vari modi di esprimersi e molte volte una sola cosa non ti permette di esternare quello che vorresti dire. Amo l'idea di fare cinema perché quando si recita si crea una nuova personalità o anima che si ingloba poi alla persona che sei arricchendola di esperienze. L'idea di poter diventare una nuova persona ogni volta mi piace molto. Siamo molto legati al nostro orgoglio ed io sono il primo a fare questo errore! Ma nell'ultimo anno sto capendo quanto sia importante mettersi in gioco perché è bello creare nuovi personaggi nella mente che possano arricchire la nostra personalità. In Italia purtroppo non è molto facile concepire il fatto che un artista faccia sia musica che cinema. Smettiamola con questi muri mentali, possiamo fare tutto quello che vogliamo, basta crederci nel profondo!

Nell’ultimo periodo sei sistematicamente in viaggio per motivi di lavoro. Asseconda per noi qualche curiosità: elenca gli indispensabili della tua valigia.

Quest'anno ho avuto la grandissima fortuna di poter viaggiare per tutto il mondo, scoprendo nuove culture e nuovi grandi amici. In realtà non porto tante cose per i miei viaggi perché non mi piace dover aspettare l'arrivo della valigia in aeroporto. Viaggio sempre con un trolley a mano. Ho avuto la fortuna di collaborare con Prada quindi porto sempre i loro completi eleganti destinati ai red carpet. Per il resto aggiungo qualche maschera per il viso (coreane perché ho scoperto che sono tra le migliori). Anche perché dovete sapere che sono una persona molto friendly e festaiola, quindi ad ogni after party dei film festival do il mio meglio. Il giorno dopo queste maschere mi salvano un pochino dal sembrare un vampiro/Zombie. Dovevo essere sincero (ride, ndr).

Sei originario della Georgia, un paese dell’Europa orientale di cui conosciamo poco. Esistono tratti caratteriali o abitudini particolari che hai ereditato dalla tua terra natale?

Io amo il mio paese, sono veramente legato alla mia Georgia perché mi ha dato molto. La cosa di cui più vado fiero è la nostra cultura e il rispetto verso le persone. Ho conservato molto il modo georgiano di comportarsi con le ragazze. Non ho mai visto un tale rispetto verso la donna quanto quello che c’è in Georgia. Posso dire che in Georgia la donna è oro e che c'è sempre stata una cultura e influenza femminile molto forte. Pensate che siamo stati i primi ad avere un’imperatore donna, un re donna e non regina. Ho imparato la cordialità e il rispetto e sono fiero che ancora si mantengano queste usanze lì. Vorrei tanto poter fare qualcosa in futuro per aiutare il mio paese e dedicarmi alla mia gente.

In occasione di eventi e passerelle hai sempre sfoggiato uno stile elegante, anche se non molto avvezzo alla cravatta! Sai dirci quali capi esprimono al meglio la tua personalità?

Se devo essere sincero tutti gli acquisti che faccio avvengono in negozi vintage e di seconda mano. Amo trovare dei capi che andavano di moda negli anni ‘80. Non sono mai stato una persona che segue troppo la moda, ho sempre seguito il mio stile. Molte volte mi vesto elegante, sempre con un tocco british. Ah e ovviamente non possono mai mancare i british boots ai piedi, prima regola in assoluto.

Prova a fare un bilancio. Ad oggi cos’è rimasto intatto e cosa è cambiato in quel giovanissimo Luca, per tutti Chiko, che montava spensierati video dentro le mura di casa propria?

Ad oggi posso dire che in questi ultimi due anni sono cresciuto molto. Il film mi ha cambiato radicalmente, ha cambiato il mio punto di vista sulla società e sui veri valori e obbiettivi che dobbiamo prefissarci, ma credo che sia normale ogni tanto mutare. Ma trasmutare la nostra personalità non significa perdersi, anzi significa combattere il nostro ego e dare spazio a nuove possibilità. Alcune volte nella vita bisogna contraddirsi, sembra strano ma questo servirà ad una valutazione più ampia di quello che ci circonda. Non dite mai "Faccio questo perché io sono fatto cosi". Questa frase era uno dei miei problemi più grandi. Siate acqua e modellatevi ogni volta in base al recipiente in cui vi trovate. Siate un fluido: questo vi porterà a sperimentare la vita secondo punti di vista sempre diversi e crescere spiritualmente.

Pensa per un attimo in grande: confidaci con quale cantante sogneresti un featuring e per quale regista ti candideresti senza pensarci due volte.

Ho sempre sognato di poter in futuro lavorare con Justin Timberlake e Timbaland in studio, ma ci sono tantissimi artisti con cui sognerei anche solo di poter avere una jam di 5 minuti. Un altro artista che seguo molto è James Bay. Per quanto riguarda il cinema sognerei di poter recitare assieme a Jim Carrey perché ho iniziato ad imitarlo sin da piccolo: conoscevo ogni mossa e battuta di ogni scena dei suoi film. Per quanto riguarda i registi vorrei tanto poter conoscere Martin Scorsese visto che è diventato il produttore esecutivo del nostro film Lazzaro Felic. E poi sarebbe un sogno anche conoscere Tarantino! Ovviamente stiamo parlando di sogni, non pensate che io sia un montato (ride, ndr). Infine un sogno grande sarebbe quello di poter recitare in un film fantasy o fantascientifico per poter vivere una realtà che non potrei mai provare nella vita quotidiana.

Concludiamo con qualche piccola anticipazione. Che cosa bolle in pentola, una nuova canzone o un nuovo film?

In questo periodo sto lavorando molto alla nuova musica, sto cercando di portare avanti una ricerca mia personale sulle frequenze e sull'attività neuronale che esse creano, quindi aspettatevi dalla nuova musica qualcosa di inedito e sperimentale! Purtroppo non posso dirvi altro per adesso ma sicuramente ci sarà una grande evoluzione a confronto con il mio primo album. Per quanto riguarda il cinema, posso dirvi che quest'anno sto pensando di prendere un aereo molto presto e tentare il tutto per tutto nella terra del grande cinema, Hollywood... Auguratemi buona fortuna!

Sogno di poter riuscire a diventare un grande cantante e attore per poi aiutare i bambini talentuosi che hanno bisogno di supporto economico. Spero vivamente di riuscire ad aiutare, perché questo in realtà ci rende felici, l’essere buoni.