Spedizione Gratuita su tutti gli ordini

Sapere che al mondo esistono ragazze come @esseregiulia, che amano l’oceano, rispettano l’ambiente e hanno davvero la testa sulle spalle, ci rende felici e orgogliosi delle nuove generazioni. Noi di TheCornerZine, abbiamo avuto l’immenso piacere di incontrarla e di scambiare due chiacchiere su immersioni, sostenibilità e ovviamente passione per la moda.

Ciao Giulia, ci racconti come è nata la passione per il mare/acqua e cosa ti ha spinto a diventare una scienziata marina? E’ stato un percorso complesso?

Sarebbe scontato direi che è un amore nato fin da quando ero una bambina, ma per ogni biologo marino è davvero così. L’affinità con l’elemento acqua c’è sempre stata, sarà che sono anche scorpione anche se non credo molto nell’oroscopo, ed per me è del tutto naturale pensare al mare e portarlo nella mia quotidianità. Mi piacerebbe poterlo guardare ogni giorno, ed è quello che mi auguro per il mio futuro, ma per il momento vivo a Milano, la città che mi ha dato anche la possibilità di studiarlo e conoscerlo in questi anni e che spero mi offrirà l’opportunità di iniziare a breve a fare qualcosa di concreto per la sua salvaguardia. L’ecosistema marino è meraviglioso ma è fragile e fortemente danneggiato dalla pressione umana, come ho avuto modo di imparare durante il mio percorso di studi. Gli anni dell’università sono stati molto belli e gratificanti, anche se con tante ore di studio e ovviamente le relative ansie. Ho iniziato con un background triennale in Scienze Biologiche, che mi ha fornito una base solida e una visione di insieme della biologia in generale necessaria per proseguire la laurea specialistica in Scienze Marine, sicuramente la parte più bella e che mi ha permesso di approcciarmi all’oceano e alle sue meraviglie non solo nella teoria. Grazie alla mia università infatti ho avuto la possibilità di studiare i coralli tropicali delle Maldive e partecipare a diversi workshop a tema coral restoration, “toccando finalmente con mano” le meraviglie che avevo visto solo sui libri.

Giulia Liguori

Sapere che al mondo esistono ragazze come @esseregiulia, che amano l’oceano, rispettano l’ambiente e hanno davvero la testa sulle spalle, ci rende felici e orgogliosi delle nuove generazioni. Noi di TheCornerZine, abbiamo avuto l’immenso piacere di incontrarla e di scambiare due chiacchiere su immersioni, sostenibilità e ovviamente passione per la moda.

Ciao Giulia, ci racconti come è nata la passione per il mare/acqua e cosa ti ha spinto a diventare una scienziata marina? E’ stato un percorso complesso?

Sarebbe scontato direi che è un amore nato fin da quando ero una bambina, ma per ogni biologo marino è davvero così. L’affinità con l’elemento acqua c’è sempre stata, sarà che sono anche scorpione anche se non credo molto nell’oroscopo, ed per me è del tutto naturale pensare al mare e portarlo nella mia quotidianità. Mi piacerebbe poterlo guardare ogni giorno, ed è quello che mi auguro per il mio futuro, ma per il momento vivo a Milano, la città che mi ha dato anche la possibilità di studiarlo e conoscerlo in questi anni e che spero mi offrirà l’opportunità di iniziare a breve a fare qualcosa di concreto per la sua salvaguardia. L’ecosistema marino è meraviglioso ma è fragile e fortemente danneggiato dalla pressione umana, come ho avuto modo di imparare durante il mio percorso di studi. Gli anni dell’università sono stati molto belli e gratificanti, anche se con tante ore di studio e ovviamente le relative ansie. Ho iniziato con un background triennale in Scienze Biologiche, che mi ha fornito una base solida e una visione di insieme della biologia in generale necessaria per proseguire la laurea specialistica in Scienze Marine, sicuramente la parte più bella e che mi ha permesso di approcciarmi all’oceano e alle sue meraviglie non solo nella teoria. Grazie alla mia università infatti ho avuto la possibilità di studiare i coralli tropicali delle Maldive e partecipare a diversi workshop a tema coral restoration, “toccando finalmente con mano” le meraviglie che avevo visto solo sui libri.

giulialiguori

Credo che sia molto importante informarsi costantemente, il tema della sostenibilità è ormai all’ordine del giorno e ricopre praticamente tutti i campi, dall’energie al cibo, alla moda e al beauty, e di questo sono molto felice.

Sul tuo profilo IG possiamo vedere delle bellissime immagini e video delle tue immersioni, alcune a volte anche che incutono a me personalmente un po’ di timore. Tu da sola nel blu dell’oceano. Qual è stato l’episodio di una tua immersione che più ti ha affascinato e un episodio che invece ti ha creato più timore?

Non si può spiegare l’emozione di un’immersione, che sia il mare della Liguria o l’oceano Indiano. La sensazione di libertà e pace che si prova sott’acqua è indescrivibile e, personalmente, impagabile. Non ho mai avuto paura di prendere le bombole e tuffarmi nel blu, ma è importantissimo essere sempre lucidi, prudenti e conoscere il proprio corpo, senza voler andare oltre i limiti. La subacquea è una disciplina molto bella ma va presa sul serio, non è un gioco. Non ricordo un episodio in cui ho avuto timore ma posso dire che all’inizio mi ha aiutato molto il fatto di praticare yoga e meditazione, la respirazione e la calma sono due elementi fondamentali per un’immersione corretta e serena. Di episodi affascinanti invece ce ne sono tantissimi, ogni tuffo è stupendo e pieno di sorprese. I più belli finora li ho sicuramente vissuti alle Maldive: ricordo un’immersione nell’atollo di Baa, tra squali grigi, aquile di mare, enormi banchi di pesci tropicali, tartarughe verdi, coralli a non finire, insomma un’esplosione di biodiversità e colori mai vista prima e che difficilmente dimenticherò.

Noi di TheCorner.com abbiamo appena lanciato una sezione sul sito di brand 100% sostenibili e che si prendono cura del pianeta. Per te la sostenibilità un tema particolarmente caro. Quali sono le tre regole che ognuno di noi pensi debba rispettare per rispettare il pianeta?

Credo che sia molto importante informarsi costantemente, il tema della sostenibilità è ormai all’ordine del giorno e ricopre praticamente tutti i campi, dall’energie al cibo, alla moda e al beauty, e di questo sono molto felice. Bisogna però stare attenti alle “bufale” e a chi cerca di far passare dei messaggi apparentemente green e conscious ma che in realtà sono solo una bugia, vedi ad esempio il fenomeno del greenwashing nel mondo del fashion. Inoltre sostenibilità significa non solo cura dell’ambiente, ingredienti naturali o packaging riciclato, ma anche rispetto dei diritti dei lavoratori, che in molte realtà, come sappiamo, sono sfruttati all’inverosimile. In generale, comunque, credo che per iniziare ad approcciarsi ad un’etica ed un lifestyle sostenibile, valga la cosiddetta "regola delle 3R: reduce, reuse e recycle”, semplice ed efficace per la routine di ognuno di noi.

Come la moda oggi può essere più sostenibili? Che scelte si devono fare per rispettare il pianeta anche quando facciamo delle scelte fashion?

Per quanto riguarda le scelte a tema fashion, da ormai più di un anno sto cercando di seguire un’etica il più sostenibile possibile che in generale si basa sul comprare di meno ma di qualità. Come dicevo prima, informarsi è il primo passo per fare delle scelte consapevoli, a partire per esempio dal saper decifrare l’etichetta. Per fortuna il web ci viene in aiuto, di questo tema se ne parla veramente tanto e troverete moltissimi consigli a riguardo. Quello che faccio io, e che cerco di trasmettere a chi mi segue sull’Instagram, è: Ridurre l’acquisto, perché in fondo, soprattutto in questa situazione di pandemia che direi che ci aiuta in questo caso, a cosa ci servono mille vestiti? La soluzione è già nel nostro armadio, bisogna solo prendersi del tempo per fare un reset e un decluttering mirato. Smettere di comprare fast fashion e sostenere aziende che di etico non hanno proprio nulla per supportare le nuove realtà sostenibili e, perché no, locali. Anche se non sempre il Made in Italy è sinonimo di sostenibilità, quindi attenzione. Prediligere il second hand/vintage/preloved per dare una seconda vita a capi che nella maggior parte dei casi sono più belli e di qualità rispetto ad altri.

Le nuove generazioni stanno dando messaggi molto forti e decisi sul tema della sostenibilità e sul rispetto e salvaguardia dell’ambiente. Ad esempio Greta Thumber ha creato un vero e proprio movimento con il suo Sciopero del Venerdì. Tu hai “un’icona green”? Vi è stato un discorso o un evento che ha catturato particolarmente la tua attenzione relativo al tema sostenibilità?

Penso che questo cambio di rotta delle nuove generazioni sia davvero molto importante, anche grazie a Greta abbiamo capito che non si può più fare finta di niente. Siamo a un punto di non ritorno e si deve fare qualcosa, noi possiamo fare qualcosa. Per me che ho avuto la possibilità di avere un approccio più da vicino a questi argomenti, anche se più incentrato sull’oceano ma poco cambia, è sicuramente più facile adottare dei cambiamenti nella mia quotidianità ma guardandomi intorno, anche banalmente su Instagram, vedo che la gente inizia a capire ed impegnarsi a cambiare le proprie abitudini, e secondo me c’è speranza di poter ottenere un cambiamento e raggiungere dei grandi risultati. Non ho una vera e propria icona green ma sono ispirata dalle persone intorno a me con cui ho avuto il piacere di lavorare, che studiano e portano avanti ricerche e progetti per la salvaguardia dell’ecosistema marino e che si impegnano veramente per una realtà più sostenibile.

Anche quando si viaggia di può essere sostenibili. Tu quando devi affrontare un viaggio, come ti prepari nella realizzazione di questo?

Domanda molto interessante, nel mio piccolo cerco di limitare l’uso della plastica e gli sprechi, facendo scelte mirate e consapevoli di quello che mi porto per “non lasciare le mie tracce", soprattutto se sto andando in un luogo come le Maldive dove lo smaltimento dei rifiuti è davvero un problema. Tutto quello che i turisti introducono infatti viene gettato direttamente nell’oceano, la loro discarica naturale, o bruciato all’aria aperta provocando livelli d’inquinamento non poco irrilevanti per l’ambiente. Nella pratica, ad esempio, scelgo prodotti con packaging riciclabili, ingredienti naturali e non impattanti, per esempio per quanto riguarda i solari o lo shampoo, e la borraccia ovviamente è sempre con me (la plastica monouso vi ricordo che non è più di moda). Per quanto riguarda gli spostamenti nel mio quotidiano invece, cerco di evitare il più possibile la macchina, prediligendo la camminata o i mezzi pubblici e da poco il mio ragazzo ha investito nell’acquisto di un motorino elettrico che per la città è perfetto, oltreché essere la scelta del futuro. Pensateci!

Il 2020 non ci ha permesso di viaggiare molto, ma quando si potrà tornare finalmente a viaggiare, dove ti piacerebbe andare?

Sicuramente nell’oceano per fare delle immersioni, nella mia wish list ci sono Raja Ampat, Galápagos, Indonesia, isole Azzorre, Mar Rosso e Sicilia, la mia seconda casa ma che non ho ancora avuto modo di esplorare con le bombole.

Hai un profilo IG di 42K followers. Come ti rapporti con i tuoi follower? Hai mai subito cyberbullismo? Che consiglio daresti a tutti i ragazzi/e che ne sono vittime?

Devo dire che ho un bel rapporto con chi mi segue, so che molti dei miei followers sono “silenziosi” ma mi supportano con piacere perché ogni tanto me lo scrivono e per me è molto bello e gratificante. Per fortuna non ho mai subito episodi di cyberbullismo e con quello che si vede sui social ogni giorno mi ritengo anche molto fortunata. Consiglierei per quanto è possibile di fregarsene e di non dare importanza a quella triste categoria di leoni da tastiera che fondamentalmente non hanno niente da fare per occupare le loro giornate se non vomitare parole di odio sugli altri.

Se non fossi diventata una scienziata marina, cosa saresti stata?

Penso avrei lavorato nel campo della moda, che è sempre stata la mia seconda passione ma che ho deciso di portare avanti solo come un hobby.

Se avessi la possibilità di lasciare una messaggio alla Giulia del passato, che consiglio le daresti col famoso “senno del poi”?

Di rifare tutto quello che ha fatto ma pensando un po’ più a sé stessa per non perdere ogni istante che ci viene regalato.